Facebook: Gruppi si, Gruppi no?

By 23 febbraio 2018Blog

I Gruppi stanno diventando sempre più rilevanti nella strategia di Facebook.

Di per sé non sono una novità: è dalla notte dei tempi che su Facebook le persone possono “raccogliersi” attorno ad un interesse o una passione organizzandosi in community.
Dall’estate scorsa, però, i Gruppi hanno subìto importanti aggiornamenti che li hanno portati ad un livello superiore tanto da renderli strumenti interessanti non solo per le persone, ma anche per le aziende.

Se prima, infatti, i gruppi potevano essere creati solo da persone (ovvero a partire da un profilo personale), oggi anche le pagine possono creare dei Gruppi o “reclamare la proprietà” di Gruppi già esistenti.

Del resto più volte dall’inizio dell’anno, Mark Zuckerberg, parlando dalla sua pagina su Facebook ha detto che le “meaningful communities” avranno un occhio di riguardo da parte del nuovo algoritmo che, invece, penalizzerà ulteriormente la visibilità dei contenuti delle pagine pubbliche.

Poco più di due settimane fa, durante il Facebook Communities Summit Europe, il social blu ha annunciato l’avvio del Facebook Community Leadership Program, un piano di investimento da milioni di dollari destinato a persone impegnate nella costruzione di community online (ovviamente sulla piattaforma) oltre ad un fondo da 10 milioni di dollari per sovvenzioni dirette a persone che “creano e guidano” importanti communities.

Già oggi, grazie ai recenti aggiornamenti di cui si parlava sopra, i Gruppi sono stati dotati di interessanti funzionalità:

– la possibilità di fare delle domande agli aspiranti membri per capire cosa li motiva ad aderire al gruppo
– la possibilità di condividere risorse utili caricando file di word, power point, pdf
– fare “stories” dedicate
– visualizzare gli insight

E molte altre sono in arrivo:

strumenti per gli amministratori: pensato per semplificare la vita agli amministratori, è uno spazio dove verranno raggruppate le richieste dei membri, gli insight e molto altro.
regole: se fino ad oggi le regole di comportamento all’interno di un gruppo sono descritte in un post fissato in alto a breve gli verrà dedicata una specifica sezione
annunci: gli amministratori potranno postare gruppi di annunci (fino a 10) che appariranno all’inizio del feed in posizione prioritaria e renderà più semplice condividere aggiornamenti importanti con la community
customizzazione: ogni gruppo potrà personalizzare i propri colori rendendosi unico e distinguibile.

Ma quali sono i motivi per aprire un gruppo? Come fare a capire se un gruppo è davvero quello che serve alla strategia di comunicazione sui social?

Ecco alcune “dritte”.

Abbiamo le risorse (umane ed economiche) per gestire efficacemente un gruppo Facebook?

Ricorda che, soprattutto all’inizio, un gruppo ha bisogno di parecchie attenzioni.

Il gruppo va:
costruito aggiungendo persone realmente interessate agli argomenti di cui tratta e non popolato di amici dell’admin (pratica piuttosto comune, ma non strategica e che non porterà alcun risultato)
moderato: con un impegno di tempo direttamente proporzionale al numero dei mebri se si vuole evitare di farlo diventare un ricettacolo di spam, post off topic e lamentele dei più svariati generi
animato: dando ai membri qualcosa di cui parlare ed attorno a cui interagire.

Le persone sono davvero interessate ad entrare nel gruppo che abbiamo creato?

Per quale motivo dovrebbero partecipare?

Perché, ebene si, proprio la partecipazione attiva delle persone è quello che fa di un gruppo Facebook un gruppo di successo ed utile al business.

Se, però, il gruppo diventa semplicemente uno spazio alternativo alla pagina in cui andare a condividere contenuti branded in cerca della visibilità perduta, l’idea è destinata a fallire prima ancora di essere realizzata.

Il gruppo, in quest’ottica, è il luogo ideale per:
clienti affezionati da coccolare e fidelizzare con contenuti esclusivi, promo dedicate, anteprime e richieste di feedback per migliorare un prodotto/servizio
dipendenti e collaboratori soprattutto per quelle aziende che hanno più sedi sul territorio e che possono utilizzare questo canale per favorire le relazioni, lo spirito di squadra e lo scambio di know how.

Prima di aprire un gruppo e lanciarsi in questa impresa è bene, quindi, fare una riflessione approfondita su quale sia lo scopo e le modalità di gestione.

A questo proposito, noi di Crovi Consulting abbiamo collaborato alla creazione del gruppo REKO Reggio Emilia, ad oggi esperienza unica nel suo genere in Italia.

REKO Reggio Emilia è una community che ha lo scopo di mettere in comunicazione diretta i produttori delle eccellenze eno-gastronomiche del territorio emiliano con i consumatori, bypassando i costi di filiera e offrendo prodotti di altissima qualità al giusto prezzo.

Se sei interessato a capire come integrare i gruppi all’interno della tua strategia su Facebook contattaci.

 

Photo by jens johnsson on Unsplash