Come proteggere la privacy su Facebook

By 22 marzo 2018Blog

Il caso Cambridge Analytica emerso lo scorso weekend ha fatto un gran rumore sulla stampa internazionale che in questa settimana ha scritto fiumi di parole sulla vicenda per cui chi volesse informarsi o approfondire può farlo a questo link.

Quello di cui vogliamo parlare in questo post è come fare ad utilizzare Facebook proteggendo la nostra privacy.

È importante sapere che quando ci iscriviamo a Facebook (o a qualsiasi altro social network), a siti internet che offrono servizi, ad applicazioni per smartphone e tablet usando il “social login”, quando clicchiamo su “accetto” o su “ok, iscrivimi”, stiamo virtualmente siglando un accordo e lo facciamo, nella maggior parte dei casi, senza leggere le informative (spesso chilometriche) che ci vengono fornite (magari nemmeno tanto visibili).

Uno dei punti di questi accordi prevede che in cambio del servizio gratuito che la piattaforma ci fornisce cediamo una mole più o meno importante di dati personali.

A quali e quante applicazioni abbiamo dato l’accesso ai nostri dati?

Spesso, per non perdere tempo a registrare un account, utilizziamo il login di Facebook per accedere ai servizi di un sito o di un’app.

Questo ci permette anche di non dover ricordare l’ennesima password. Al tempo stesso, così facendo, regaliamo a Facebook una parte dei nostri dati.

Dite la verità quante volte lo avete fatto? Non ve lo ricordate?

Nessun problema. C’è un modo semplice e veloce per controllare a quali app o servizi vi siete iscritti utilizzando il profilo Facebook.

Basta andare nelle impostazioni dell’account personale cliccando la freccia verso il basso come nella foto e poi sulla voce “Impostazioni”, appunto.

Nella schermata che si apre cliccate sulla voce “App” (a sinistra).

A questo punto vi troverete davanti l’elenco di tutte le applicazioni alle quali avete effettuato l’accesso con il login di Facebook e con le quali condividete dei dati.

Passando il mouse sopra le icone di app e servizi potrete:

  • rimuovere quelli che non utilizzate più (opzione consigliata per interrompere la raccolta dati)
  • limitare le informazioni condivise.

Come disabilitare la geolocalizzazione

Una delle informazioni preferite dalle aziende che fanno raccolta dati online a fini di marketing è la geolocalizzazione, ovvero conoscere in ogni momento la posizione dell’utente in modo da suggerire servizi nelle vicinanze, luoghi di interesse, etc.

Se non volete che questa informazione sia disponibile dovrete disabilitare questa funzionalità. A seconda che utilizziate dispositivi Android o iOS la procedura sarà un po’ differente.

Per i dispositivi Apple potete passare dalle impostazioni dello smartphone o del tablet scorrere fino alla voce “Privacy” entrare in “Localizzazione” cercare l’icona Facebook ed impostare l’accesso alla propria posizione cliccando su “mai”.

Per i dispositivi Android, invece, bisogna aprire l’app di Facebook, entrare nelle impostazioni dell’account (cliccando sui tre puntini in alto a destra) cercare la voce “Luogo” e verificare che l’opzione sia disattiva.

Impostare un livello di privacy più restrittivo per i contenuti della pagina

Se volete limitare la visibilità di ciò che condividete sul vostro diario, delle informazioni con cui le persone possono trovarvi e contattarvi o, addirittura, del vostro profilo sui motori di ricerca esterni (come Google Chrome ad esempio) dovrete andare tra le impostazioni del profilo personale (la procedura è uguale a quella spiegata sopra) cliccare sulla voce “Privacy” e modificare le diverse configurazioni secondo le vostre esigenze.

La pubblicità

Uno dei motivi principali per cui Facebook e gli altri social network raccolgono i dati degli utenti è quello di utilizzarli per distribuire in maniera mirata la pubblicità, in modo che ognuno visualizzi ciò a cui è realmente interessato.

Anche in questo caso per limitare il tracciamento delle proprie attività sul social network potete andare tra le impostazioni dell’account, cliccare alla voce “Inserzioni” e nella scheda “Impostazioni delle inserzioni” personalizzare il vostro modo di fruire delle inserzioni a pagamento.

Ad oggi (ed, ormai, da molti anni) la condivisione delle informazioni private degli utenti tra Facebook e applicazioni esterne non è più possibile (lo scandalo Camridge Analytica risale al 2015 e da allora Facebook ha preso provvedimenti severi per evitare che il furto dei dati si ripeta).

Ciò che dobbiamo imparare da questa vicenda non è la demonizzazione dei social network (che ha portato addirittura alla nascita del movimento #deleteFacebook), ma un utilizzo più consapevole di questi strumenti, utilizzo che può nascere solo da una corretta informazione.